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Il Rotary? si fa in quattro! 

Così si saranno detti, essendo appunto quattro, la sera del 23 febbraio 1905 a Chicago Paul Harris e i suoi tre amici, Gustavus LoehrSilvester Schiele e Hiram Shorey nel dar vita all'idea pionieristica di mettere assieme – ruotando la sede dei periodici incontri – quattro uomini di quattro diverse professioni (per la cronaca un avvocato, un ingegnere minerario, un commerciante di carbone, un sarto) e di quattro diverse ascendenze (americana, svedese, tedesca, irlandese): una cellula primigenia dal formidabile imprinting, considerato che da lì si sarebbe sviluppato (data ufficiale il 1922) l'organismo davvero mondiale cui ci onoriamo di appartenere e di cui abbiamo celebrato l'altr'anno con solennità il primo centenario: il Rotary International.
Che cosa è dunque il Rotary? 

Eccone una definizione il più possibile sintetica: "è un'organizzazione internazionale di esponenti delle più svariate categorie professionali, che realizza progetti di servizio a scopo umanitario, promuove il rispetto di rigorosi principi etici in tutte le attività e lavora per la diffusione della pace e della buona volontà tra i popoli della Terra". Vediamo se la "logica del quattro" continua anche oggi a funzionare al centro del suo DNA. Sembra proprio di sì, e già a partire dall'ordine essenziale delle finalità, quali scaturiscono dalla stessa definizione ora data. 

Non c'è dubbio che siano le seguenti: AMICIZIATOLLERANZA,SOLIDARIETA'PACESono i quattro fondamentali pilastri del Rotary; ed è notorio che tutto ciò che si appoggia su quattro buone basi dà stabilità: una bella garanzia per gli esseri umani, che di basi ne hanno solo due e rischiano continuamente di perdere l'equilibrio…