Lettera del Presidente

Cari amici,

l'anno rotariano che è appena iniziato mi vede Presidente di un Club che vuole affermare una sua specifica identità e collocazione nella complessa geografia dei gruppi che nel Rotary hanno lasciato, e per lo più continuano a farlo, un segno evidente nel servizio verso gli altri, come ci si aspetta in una organizzazione che ha questo ideale nel suo DNA. Il Club, come è a tutti noto, viene da un anno particolarmente difficile, caratterizzato anche da dolorose defezioni di soci che, a buona ragione, potevano essere considerate altrettante anime, nelle differenze di stili, di comportamenti e di efficacia negli interventi, del Club stesso avendone fatto in qualche modo la storia. Tuttavia, come è risaputo, le crisi, se lette nell'ottica più giusta ma anche più critica, rappresentano altrettante occasioni di miglioramento e di progresso. Per questa ragione personalmente credo che l'anno rotariano appena iniziato possa, pur con le prevedibili ed ancorchè evidenti problematiche che anche un anno ‘normale' può presentare, costituire un momento di riflessione e di costruzione di un Club migliore e più forte. Alla base di questa considerazione ci sono ovviamente alcune strategie di ‘attacco' che il Direttivo ha deciso di mettere in atto, attraverso, ad esempio, la rivitalizzazione del ruolo delle Commissioni (strumento di suggerimenti, elaborazione e proposizione di modelli di intervento, che, come tali devono essere plurali ed aggregare altri Soci rendendoli parte attiva come non mai del Club stesso), la ripresa di modelli di comunicazione e di condivisione dei progetti (basata sulle nuove tecnologie, senza però rinnegare le vecchie e le relazioni ‘in viva voce' da sempre collante prezioso di ancora più preziosi rapporti ‘umani'), l'elaborazione di procedure di intervento che vedano il Club partecipare alle iniziative del Distretto e contribuire, con gli altri Club ‘fratelli' dello stesso gruppo, ma anche di gruppi differenti, alla realizzazione dei progetti di maggior rilevanza nel panorama delle iniziative rivolte al sociale in tutte le sue sfumature e collocazioni.
Per quanto ambizioso, questo programma merita di essere tentato, perché enormi sono le risorse che il nostro Club ha nei suoi componenti e grandi sono le aspettative che le motivazioni che la maggior parte di voi ha messo nel lavoro svolto in questo scorcio iniziale di attività comune. E' dalla pronta risposta ai primi progetti attivati in questi primi mesi che ho compreso come il tentativo abbia qualche possibilità di essere realizzato; che il Club potrà, cioè, reclutare nuovi componenti attraverso il servizio e la presenza nelle attività verso gli altri; che progetti intelligenti (elaborati all'interno o anche solo ‘partecipati') siano realizzati e lascino il segno nella nostra comunità, in un'ottica di apertura verso realtà esterne (ciò che vuol dire collaborazione, ma anche sana competizione); che collaborazioni con le Istituzioni locali potranno affermare il ruolo che il Rotary deve avere nel sociale, in quanto si propone di affiancarle svolgendo un'operatività peculiare ed imprescindibile; che, infine, momenti sociali all'interno del Club possano contribuire a creare e mantenere uno spirito di serenità ed amicizia, unico strumento in grado di farci sentire un gruppo unito e forte. Sapete tutti come il programma del Club di quest'anno ruota attorno a parole chiave come: salute, arte e letteratura. Abbiamo voluto aprire la serie delle conviviali con la dotta ed emozionante lettura di Giancarlo Mazzoli su ‘Minerva, la nostra dea' ed, idealmente, vorremmo concludere l'anno rotariano in corso con il ‘ritorno' al tempio di Minerva a Siracusa (ora Duomo della Città). In mezzo prevediamo la realizzazione di diversi service e progetti che in gran parte conoscete e ai quali avete già aderito con entusiasmo e bella vitalità. Quanto mi auguro è che tutti noi possiamo, da qui a Giugno 2013, vivere giorni sereni e operosi. Le attività del Club saranno il naturale catalizzatore perché questo augurio si realizzi.
Giuseppe Micieli